Emetti con le tue credenziali dell'Agenzia — senza intermediari, senza costi a fattura — e se incassi al banco emetti documenti commerciali dallo stesso posto.
Nessuna carta di credito per iniziare. Si disdice quando vuoi.

Le fatture partono con le tue credenziali dell'Agenzia delle Entrate, quelle ricevute insieme alla partita IVA: codice fiscale, password e PIN. Nessun intermediario da pagare, nessun costo per fattura, nessun canale da accreditare. Al primo accesso sono tre campi, e il portale ti dice subito se il collegamento funziona.
Tastierino, aliquote, contanti o carta, resto calcolato, documento commerciale trasmesso all'Agenzia. Chi sta al banco apre un link e batte: niente password da ricordare, niente sessione che scade davanti al cliente. Un vecchio telefono o un tablet diventano una postazione in più in dieci secondi, e il link si revoca quando vuoi.
Due cose da sapere prima: serve la connessione attiva al momento della vendita, e il collegamento del POS previsto dalla L. 207/2024 va fatto dall'esercente di persona — vale per tutti, non solo per noi.


Tabella vera su desktop, schede impilate su telefono: mai un layout che «funziona ma è scomodo» su uno dei due. Ogni schermata viene provata su iPhone e su Android prima di essere pubblicata. Il portale si installa anche come app, dalla schermata iniziale, senza passare da uno store.
Fai una fattura dal computer in studio e un documento commerciale dal telefono al banco: è lo stesso software, con gli stessi dati, senza sincronizzazioni da lanciare.

Sui lavori lunghi si incassa a pezzi: un acconto alla firma, uno a metà, il saldo alla consegna. È il momento in cui si sbaglia — un acconto dimenticato, un totale che non torna, una ritenuta contata due volte.
Qui gli acconti sono documenti veri (TD02), non annotazioni. Quando chiudi il lavoro dichiari il totale concordato e il saldo richiama da solo gli acconti già emessi, li deduce come righe negative e ti lascia il residuo da incassare. Cassa previdenziale e ritenuta d'acconto seguono senza che tu debba ricalcolarle.


Se lavori su commessa c'è anche il modulo dedicato: il valore concordato, quanto hai già incassato e quanto resta, con l'avviso quando un lavoro è pronto per il saldo.
Il costo di cambiare gestionale è la prima ragione per cui non si cambia. Qui è già risolto: se hai i file XML, il gioco è fatto. Li carichi tutti insieme, anche firmati, di anni passati o dell'anno in corso.
Il sistema riconosce da solo quali file sono fatture e quali ricevute SdI, e gli stati che mancano li recupera dal Monitoraggio dell'Agenzia — che conserva dal 2019. Non devi inserire niente a mano.
C'è anche una ragione pratica: importando le fatture già emesse quest'anno, il contatore del limite forfettario diventa subito quello vero.

C'è un'API REST aperta a tutti gli abbonati, con una chiave per azienda: dal tuo programma crei clienti, prodotti, fatture, proforme, DDT, documenti commerciali e scadenze, e li emetti davvero. Non è una copia in sola lettura.
Creazione ed emissione sono due passaggi distinti, apposta: il tuo programma prepara il documento, chiede il controllo dei totali, e solo dopo trasmette. Ogni tentativo su un documento fiscale è un'emissione vera, e poterlo guardare prima di mandarlo è ciò che separa un'integrazione da un guaio automatizzato.
Leggi il manuale API# base https://fattureplus.it/api/ext/v1 # auth header X-API-Key, una per azienda # 1. il tuo gestionale crea la fattura POST /fatture {"cliente_id": "…", "tipo_documento": "TD01", "linee": [{"descrizione": "Consulenza", "prezzo_unitario": "1000.00", "aliquota_iva": "22.00"}]} # 2. la controlli PRIMA di trasmetterla GET /fatture/{id}/controllo-totali # 3. e solo allora parte: XML e SdI POST /fatture/{id}/emetti
Le fatture ricorrenti le crea ed emette il tuo programma, a fine mese o di notte. Numerazione, totali, XML e trasmissione allo SdI restano qui: sono le stesse regole della schermata, non una seconda implementazione destinata a divergere dalla prima.
Hai un software fatto per il tuo mestiere — officina, laboratorio, studio, e-commerce — e la fattura deve nascere lì, con i tuoi campi e il tuo flusso. La parte fiscale la facciamo noi, senza chiederti di cambiare il modo in cui lavori.
Il gestionale che usi resta quello che usi. Clienti, catalogo, DDT e scadenzario si leggono e si scrivono nei due sensi, così lo stesso dato non finisce scritto a mano in due posti.
La chiave si genera da Impostazioni e vale per una sola azienda. Se stai valutando se il tuo caso ci sta dentro, scrivici prima di abbonarti: è una domanda a cui si risponde in due righe.
60 giorni di prova sui servizi che scegli — e ne aggiungi altri quando vuoi, anche durante la prova, senza pagare nulla fino al rinnovo. Alla fine decidi se restare, e quello che hai emesso resta tuo comunque.
pari a 6,75 € al mese
Si paga una volta l'anno, e sono 9 mensilità invece di dodici.
Lavori solo in stagione? Il canone resta questo, e i documenti restano tuoi e consultabili tutto l'anno.
Senza carta di credito
Tu pensi a dare un buon servizio, noi pensiamo alla burocrazia. Colleghi Stripe o PayPal e ogni incasso diventa un documento commerciale: prima con la tua conferma, poi da solo. Con i freni al posto giusto — tetto d'importo, mai in automatico su rimborsi, e un interruttore per fermare tutto.
Ci stiamo lavorando: non è ancora acquistabile. Costerà 22,50 € all'anno (pari a 1,88 € al mese).
Le credenziali Fisconline (o Entratel) della tua azienda: codice fiscale, password e PIN. Le hai ricevute dall'Agenzia delle Entrate con la partita IVA. Servono perché le fatture partano a tuo nome.
No. Trasmetti con la tua utenza: nessun terzo da pagare e nessun costo per fattura.
Serve un'utenza Fisconline o Entratel abilitata all'area «Fatturazione elettronica». Si richiede all'Agenzia; se non sai come, scrivici e ti indichiamo il percorso.
No. Se hai gli XML si importano tutti insieme — anche di anni passati — e gli stati SdI li recupera il sistema dal Monitoraggio dell'Agenzia, che conserva dal 2019.
Sì. Gli acconti sono documenti TD02 a tutti gli effetti, e la fattura a saldo li richiama da sola: li deduce come righe negative e lascia il residuo da incassare. Cassa previdenziale e ritenuta seguono senza ricalcoli.
No. Il documento commerciale online è lo strumento alternativo ed equivalente al registratore telematico previsto dall'Agenzia: niente dispositivo da omologare, niente verificazione periodica biennale.
Sì, al momento della vendita. Se cade, la cassa tiene il registro di emergenza e ritrasmette appena torna la linea, senza che tu debba ricordartene.
Sì, cassa compresa. E si installa come app dalla schermata iniziale, senza passare da uno store.
Sì, e c'è una cosa pensata apposta: la Scrivania mostra sempre quanto manca al limite di 85.000 €, contando fatture e corrispettivi insieme. Se ti avvicini te lo dice prima, non dopo.
Se non attivi l'abbonamento non puoi più emettere nuovi documenti, ma continui a consultare e scaricare tutto quello che hai già emesso, per sempre. E l'archivio completo lo chiedi quando vuoi: te lo prepariamo con gli XML veri, non solo i PDF.
Sì, e puoi portarteli via quando vuoi: un pulsante scarica un archivio con gli XML di tutte le fatture e i CSV di clienti, incassi e documenti commerciali. Funziona anche se l'abbonamento è scaduto.
Altre domande? Scrivi a admin@fattureplus.it. Durante i 60 giorni di prova ti rispondiamo comunque.
Scegli i servizi che ti servono e li provi subito, senza carta di credito. Il tempo di collegare l'Agenzia e stai già fatturando.